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[Risolto]Quale futuro per il neo-veterinario?

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[Risolto]Quale futuro per il neo-veterinario?

Messaggio Da pompeo il Lun Mag 26, 2014 8:42 pm

A qualcuno è capitato di vedere su La5 Mediaset il reality "clinica veterinaria"  registrato nell'Istituto Veterinario di Novara (* vedi sotto)?.  Una struttura veramente fuori dall'ordinario. Ho pensato, lavorare in una struttura come quella è il sogno di qualunque veterinario. Poi però  mi sono chiesto, ma quanto li pagano i veterinari che lavorano all'interno di quella struttura e ancora, come fanno ad ammortizzare i costi di una struttura e di apparecchiature da fare invidia al più moderno ospedale umano, non è che per caso la struttura alla fine lavora in perdita o quasi sfruttando il lavoro di qualche giovane veterinario? Ho fatto una piccola ricerca sulla rete e, purtroppo senza soddisfare le mie precedenti domande (nessuno sa quanto vengono pagati i giovani veterinari), ho trovato alcune informazioni che ci dovrebbero far pensare a come potrebbe finire la professione del veterinario in un non lontano futuro (sottopagati, già questo succede normalmente anche fra colleghi, e schiavi di queste mega strutture finanziate da non ben identificati idividui, imprenditori della sanità umana, invischiati con la politica e con strutture veterinarie usate come dei giocattoli). Come potrà mai un giovane veterinario che volesse avviarsi alla libera professione mettersi in concorrenza con poteri di questo genere?

Sono gradite altre osservazioni.


*
Ideazione e start up dell'Istituto Veterinario di Novara:
Dott. Gianni Mancuso (dottore veterinario e politico - http://www.giannimancuso.it/dettaglio.htm) in collaborazione con il dott. Massimo De Salvo (dottore in Economia e Commercio, figlio di De Salvo Michelangelo).
La fortuna di De Salvo Michelangelo  comincia all'assessorato regionale all'Istruzione della Lombardia, prosegue con un sequestro di 4 miliardi su un suo conto corrente (altri due conti correnti risultano messi al sicuroappena in tempo, nessuno sa quanto denaro vi fosse depositato), un arresto, e prosegue con l'ingresso nel bussinnes della sanità.
In poco più di venti anni fonda e sviluppa il Gruppo Policlinico di Monza attualmente composto dalle seguenti strutture sanitarie (Gruppo SERVISAN SPA - http://www.servisan.it/):
· Policlinico di Monza
· Clinica San Gaudenzio di Novara
· Clinica Santa Rita di Vercelli
· Clinica Città di Alessandria
· Clinica Salus di Alessandria
· Clinica Eporediese di Ivrea
· Clinica La Vialarda di Biella
· Istituto Clinico Valle D’Aosta di Aosta
· Spitalul Monza di Bucarest
· Istituto Clinico Veterinario di Novara

Per approfondire:

http://archiviostorico.corriere.it/1992/ottobre/07/sequestrati_miliardi_arrestato_co_0_9210075408.shtml

http://blog.focus.it/spizzichi-smozzichi/2009/03/04/le-mani-della-sanit-privata-sui-media-seconda-puntata/

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/03/19/sanita-da-craxi-cota-la-lunga-marcia.html


Ultima modifica di pompeo il Sab Mag 31, 2014 11:31 am, modificato 1 volta

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Re: [Risolto]Quale futuro per il neo-veterinario?

Messaggio Da AndreaPerrottaAdmin il Ven Mag 30, 2014 3:21 pm

Ciao Pompeo,
credo che non si debba abbassare il proprio valore per andare incontro alle esigenze altrui e automaticamente e inconsapevolmente rientrare nei progetti di altri, imprenditori, politici ecc.
Purtroppo il valore di un veterinario appena laureato effettivamente può essere basso, ma può crescere nel tempo.

Per quanto riguarda "competere" con questo tipo di strutture, ovviamente spesso non si può.
Il ragionamento da scegliere è solo uno dei due:
1) Cosa voglio fare? --> dove lo posso fare?
2) Dove mi trovo o dove vorrei trovarmi cosa c'è da fare? --> Mi piacerebbe farlo?

Gente onesta ce n'è, è poca ma ce n'è.

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Re: [Risolto]Quale futuro per il neo-veterinario?

Messaggio Da pompeo il Sab Mag 31, 2014 11:30 am

Parole sacrosante le tue, parole assolutamente condivisibili che vogliono infondere passione, entusiasmo, ottimismo per una delle professioni più affascinanti. A prescindere dal caso particolare dell'Istituto Veterinario di Novara (fra l'altro mi pare l'unico in Italia con quelle caratteristiche societarie), di proprietà di una società che si occupa principalmente di strutture private per umani,  e a prescindere pure dalle origini non del tutto limpide, e a volte piuttosto inquietanti, di tali società, le mie osservazioni vogliono solamente sottolineare come sia cambiata negli ultimi anni la figura professionale del veterinario (non voglio nemmeno stabilire se sia migliorata o peggiorata, si tratta solo di una naturale evoluzione della professione).  Da una professione principalmente libero professionale, con un veterinario (figura romantica)  principale protagonista della scena (mi pare che fino a qualche tempo fa una struttura veterinaria poteva essere impiantata solo da un veterinario o da una società di veterinari, mentre ora da chiunque abbia i capitali per farlo) si sta passando ad una professione veterinaria nella quale il veterinario diventa una semplice pedina, spesso sfruttato e sottopagato (anche perché i veterinari abbondano nel nostro paese, è la impietosa regola della domanda e dell'offerta),  in mano a non ben definiti figuri e a dottori in medicina veterinaria che si occupano soprattutto di politica.  Sicuramente sono finiti i tempi del romantico veterinario di campagna durante i quali con i guadagni delle profilassi di stato di una stagione il veterinario si poteva comprare "Una topolino color amaranto" (è un libro di Dante Graziosi , veterinario di Novara negli anni 30, che ha segnato, con i libri di James Heriot, veterinario dello Yorkshire, la mia adolescenza, per chi non li avesse letti ne consiglio la lettura).  

P.S. Anche se  in Italia siamo al 69° posto in quanto a corruzione, voglio ancora credere che la gente onesta sia la maggioranza

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